sabato, 21 novembre 2009, ore 13:35

Sembra che "La ragazza della tempesta" vada molto bene: piace e vende. Su aNobii potete leggere i primi commenti e vedere i primi voti: devo dire, tutti molto positivi! Ringrazio anche Giovanni Benetti per questo!
   Qualcuno comincia a chiedermi se la storia di Lidia e Riccardo avrà un seguito... Finora non ci avevo mai pensato, ma in effetti la cosa mi divertirebbe. Chissà, potrebbe pure darsi. Mi sono divertito così tanto a scrivere questa storia, che pensare a un seguito mi solletica assai.
   Chi vivrà vedrà.
   Nel frattempo, se volete fare un regalo di Natale (pare piacevole), potete ordinare il romanzo on-line.
ValenzaF
sabato, 14 novembre 2009, ore 12:49

Non mi ero dimenticato: era solo il porcello, che mi aveva atterrato...
   Ecco il testo della conferenza che avrei dovuto leggere a Porto San Giorgio e che, invece, ho ridotto per l'improvvisazione assieme a Simone Regazzoni e Cesare Catà.
   Si tratta di un testo a contenuto filosofico, perciò ho preferito pubblicarlo su Realtà di Stedon, anziché proporlo sul blog.
   Lo potete leggere cliccando qui.
ValenzaF
giovedì, 12 novembre 2009, ore 09:02

Tempo di aggiornamenti, non molti, a dire il vero...
1) Il nuovo romanzo, La ragazza della tempesta, mi sta già dando delle soddisfazioni. Le vendite iniziali sono positive e così anche i primi riscontri. Pare costituire un buon regalo di Natale (a buon intenditor, poche parole: su IBS è in vendita col 20% di sconto e la consegna è in un giorno!);

2) la lavorazione finale del secondo volume di Storia di Geshwa Olers, il cui titolo dirò solo in futuro (qualcuno lo ricorda dal passato...?), è in fieri. Mentre l'editore pensa all'editing, io mi occupo del completamento del terzo volume, aggiungendo alcune scene fondamentali per lo sviluppo di tutta la Storia. Perciò orecchie aperte e occhi attenti per il prossimo anno;

3) una volta completato l'horror, che attualmente è in fase di correzione, mi sto interrogando su quale nuovo romanzo completare per primo. C'è l'imbarazzo della scelta: due romanzi fantasy (volumi singoli di nuove trilogie), un altro horror (seguito del precedente), una raccolta di racconti (ormai quasi ultimata), un romanzo tratto dal Vangelo (ispirato a quattro o cinque fatti narrati, e già completato in alcune parti) e altre cose, più piccole. Infine un romanzo urban fantasy e una fiaba che sto cercando di piazzare, anche se non è semplice. Incrociate le dita per me, mentre mi decido nella scelta;

4) le presentazioni: ne sto organizzando alcune, dalle parti di Verona, ma saranno poche, soprattutto dedicate alla "Ragazza". Tempo di esami, questo, e di Laurea. Percio...
ValenzaF
venerdì, 06 novembre 2009, ore 07:07

Ne approfitto di un attimo di libertà per segnalare a chi fosse interessato che "La ragazza della tempesta" è disponibile in 24 ore (leggansi un giorno!) su IBS. Perciò affrettatevi ad acquistarlo prima che si esaurisca. Le copie stanno prendendo il volo.
   Ok, fine del messaggio nazional-promozionale.

Inoltre vi segnalo questa pagina a me dedicata.
ValenzaF
giovedì, 05 novembre 2009, ore 07:42

Un racconto sotto forma di lettera? Perché no. Ispiratomi dal corso di don Marco Campedelli (ottimo e innovativo sacerdote che racconta Gesù con l'uso delle marionette), ho scritto questa lettera. Quanti modi ci sono per raccontare la storia di Gesù? Credo molti. E' interessante variare, perché si offre la possibilità di avvicinare la narrazione evangelica da lati insospettati.

   Questo è solo il primo di una serie di racconti.

* * * * *

Cara Maria,

un giorno di questi verrò a trovarti a Màgdala: forse è l'unica maniera per farmi raccontare, per filo e per segno, come ti sei sentita quando pensavi che lo avessero portato via. Il suo corpo, il corpo tanto amato del nostro Signore. Nel frattempo, perdonami. Ti dico io quello che è capitato dentro me al solo sentire i pochi cenni tuoi al riguardo.

Ti ricordi quando Pietro insisteva, quella mattina, straparlando come un invasato: “è così, ve l'assicuro. È risorto! È risorto!”? In quel momento ho sentito una pietra scendermi dalla gola, farsi tutto il tragitto fino allo stomaco e poi girare faticosamente, grattando e raspando dentro l'intestino. Bene! Quella pietra ce l'ho ancora lì, ferma, e mi pesa senza riuscire a restituirla alla terra.

Quando mi hai detto di aver cercato il corpo del Signore e pensavi che lo avessero rubato, e invece era davanti ai tuoi occhi (ma forse quella mattina dovevi lavarteli di più, quegli occhi bruni e caldi), ebbene, io ti ho invidiato. Sì, perché per lo meno tu e Pietro l'avete visto.

Io no!

Non ero lì con te, non ero con Pietro e Giovanni. Non c'ero nemmeno quando è apparso agli altri... e questo mi lascia vuoto d'amore. Ogni volta che ci penso ho un brivido di freddo che sembra volermi staccare la pelle dalla schiena. Forse quella pietra che sento dentro è il cuore che, da solo, non è più capace di battere e di nutrire il mio corpo.

Forse è ora di cambiare. Forse è ora che anche io lo veda di persona.


Ti mando un abbraccio, nell'attesa di rivederti e raccontarci i bei giorni che furono.


Tuo Tommaso

ValenzaF
Permalink ¦ commenti (6) ¦ commenti (6)(popup)
categoria : racconti
mercoledì, 04 novembre 2009, ore 19:11






















ValenzaF
Permalink ¦ commenti (2) ¦ commenti (2)(popup)
categoria : riflessioni
mercoledì, 04 novembre 2009, ore 16:39

Era tutto prestabilito. Dovevamo seguire uno schema chiaro, io mi ero preparato ben bene alla conferenza più impegnativa (concettualmente) a cui abbia preso parte finora. Settimane di stesura, per poi rileggere e tagliare, semplificare, correggere e alla fine...
Simone Regazzoni e io   Già, alla fine tutto è stato diverso da come avevo immaginato. Ovviamente in meglio. La conferenza che avevo scritto - e di cui posterò a breve il testo sul sito Realtà di Stedon - constava di un inizio, di uno svolgimento e di alcune conclusioni. Invece la simpatia di Cesare Catà e la semplicità di Simone Regazzoni hanno permesso che il tutto si svolgesse secondo la modalità più istintiva e naturale: un dialogo, molto profondo e capace di far pensare (visti gli interventi del pubblico, tutti molto sentiti e, per certi versi, "drammatici").
il pubblico   Dovevo parlare di Bauman, Ricoeur, Brambilla. E' stato fatto, seppur riducendoli ai minimi termini, per scavare nelle possibilità che la letteratura fantastica presenta all'uomo d'oggi di ricostruire la propria identità. Un uomo diviso, l'uomo d'oggi. Un essere che non è più capace di formarsi alla luce di ideali ritenuti assoluti. In più punti della conferenza il risultato è stato di indicare nella letteratura fantastica una chiave di svolta per aprire gli occhi di fronte alla realtà dell'uomo. Già, perché sembra un paradosso, ma la "fantasia", se ben fondata e consolidata sul "vero", è in grado di aprire delle finestre che permettono di guardare lontano.
   Per questo motivo oggi si fa tanto ricorso a una narrativa ricca di simbolismo (anche se molto meno in Italia che negli altri paesi) e la letteratura fantasy ha il successo che conosce ormai da alcune decine di anni. Per un essere umano che non ha più un orizzonte strutturato secondo ideali assoluti e che cerca in continuazione la propria totalità, la letteratura fantastica diventa veicolo di nuove proposte e di nuovi approfondimenti personali, sempre nuovi a seconda del fruitore.
Simone Regazzoni, Cesare Catà e Fabrizio Valenza   Cesare Catà, assessore alla cultura di Porto San Giorgio e studioso egli stesso delle tradizioni fantastiche locali, ha condotto con grande maestria l'incontro, traducendo in contemporanea quanto dicevamo (e vi assicuro che non era nulla di facile) per gli studenti di una scuola di Toronto, Canada, partecipanti con buona volontà.
   Simone Regazzoni è docente all'Università Cattolica di Milano. I suoi interventi sono stati ovviamente puntuali, ma anche molto interessanti, incentrati su quanto la saga di Harry Potter ha da dire all'uomo post-moderno e sul pensiero che si nasconde dietro una serie televisiva intrigante e fenomenale come Lost.
   Il mio cavallo di battaglia è stato soprattutto il mostrare come la letteratura fantastica conferisca la possibilità di mettersi in contatto con una realtà "altra", aprendo una finestra nella vita di chi si predispone alla letteratura del genere.
    Decisamente un'esperienza da ripetere, perché il risultato finale dell'incontro (visto anche il numeroso pubblico) è stata la considerazione che di fantastico c'è fame. Una fame che va saziata.
ValenzaF
martedì, 03 novembre 2009, ore 16:40

Alda MeriniPer la seconda giornata vorrei postare una testimonianza su Alda Merini che arriva da Padre Gianluigi Pasquale, Preside dell'Istituto Laurentianum di Venezia, scrittore, saggista e collaboratore della Merini. Ha avuto un compito spirituale, proprio negli ultimi momenti di vita della poetessa, decisamente importante.
   Ringrazio Padre Gianluigi per avermi dato la possibilità di postare queste parole. Lascio la parola a lui.

Padre Pasquale
Verso le ore 10:30 di stamane domenica 1° Novembre 2009, Solennità di Ognissanti, P. Gianluigi Pasquale, Cappuccino, Preside dello Studio Teologico affiliato “Laurentianum” di Venezia e Professore di Teologia presso la Pontificia Università Lateranense in Roma, ha dato l’ultimo conforto spirituale, attraverso la preghiera cristiana e i sacramenti, ad Alda Merini, che lo aveva “chiamato” a Milano proprio oggi, per affidargli la “Prefazione” a un suo prossimo libro di poesie su Padre Pio previsto in uscita. Forse Alda Merini aveva intuito che sarebbe stato oggi il suo ultimo tramonto. Ma, certo, non se lo poteva immaginare P. Gianluigi. Arrivato da Venezia a Milano molto presto al mattino, P. Gianluigi è stato accompagnato all’Ospedale “San Paolo” dall’Editore Giuliano Grittini, dove ha trovato anche un altro Editore, Giuseppe Angelillo D’Ambrosio, altro grande amico di Alda, che, nonostante i suoi cinque figli, aveva trascorso l’intera notte precedente in veglia con la famosa poetessa, per non lasciarla sola. Impossibile descrivere a parole l’incontro tra il frate Cappuccino P. Gianluigi e Alda, che, prima, non si erano mai conosciuti, se non attraverso i rispettivi libri. Alda ha ricevuto, su richiesta, una benedizione con l’imposizione e delle mani sulla testa, mentre ha desiderato fare l’ultima foto della sua vita con un quadro di Padre Pio, al quale era molto devota. Queste ultime foto sono in possesso ora del Sign. Giuliano Grittini.  Recitata un’“Ave Maria” assieme a Giuliano, Giuseppe e P. Gianluigi nella cameretta dell’ospedale, Alda, come suo ultimo gesto, ha voluto stringere nel palmo della propria mano una reliquia dello Stigmatizzato del Gargano, molto sgualcita, ma autentica, che possedeva fin da fanciulla. Pio ha detto alcune parole, privatamente, soltanto a P. Gianluigi. Il quale, poi, ha riferito che Alda aveva esclamato “Ah, sì” sentendo il nome di Padre Pio, che P. Gianluigi aveva menzionato per spiegare il suo arrivo all’ospedale. Certamente, Alda ha parlato con quei suoi occhi verdi e penetranti a P. Gianluigi, piuttosto che a parole, come P. Gianluigi stesso ha riconosciuto, affermando di essersi “sentito penetrare nell’anima da quello sguardo”.

Alda, anche in questo ultimo suo giorno di vita terrena, si era fatta mettere lo smalto rosso alle unghie. Nel comodino aveva ancora un pacchetto di sigarette “Lido”. Ma rimane il mistero di come sia riuscita a “chiamare” un confratello di Padre Pio, un Cappuccino, a Milano. Nemmeno l’interessato lo sa. Forse lo si capirà nel futuro perché lo spirito di Alda Merini, non può morire, come quello di nessun altro che si affida a Dio: Tanto meno le sue poesie, ora patrimonio dell’umanità per sempre. Grazie Alda: Tu hai parlato di Te e di Dio anche con gli occhi.

ValenzaF
lunedì, 02 novembre 2009, ore 07:43

Purtroppo ieri pomeriggio si è spenta Alda Merini. La saluto con una sua poesia.

Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.
ValenzaF
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : viaggi, riflessioni
mercoledì, 28 ottobre 2009, ore 12:48

Ringrazio moltissimo M. P. Black, l'autrice della saga di Elisa Verdi, la regina degli elfi, per il commento che mi ha regalato a "Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde". Lo potete leggere sulla pagina dei commenti di aNobii e sul suo blog.
ValenzaF
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : commenti, i volume
link to free hit counter code offer
visit www.hit-counter-download.com here.

Creative Commons License
Quest'opera è pubblicata sotto una
Licenza Creative Commons