Conoscevo un ragazzo che affermava di saper scrivere racconti pur non amando leggere romanzi; anzi, si gloriava del fatto che l'ultimo romanzo lo avesse letto parecchi anni addietro.
Tutti sappiamo bene che la lettura è il punto di partenza fondamentale per ogni persona che voglia provare a scrivere. Ovvio, si possono intendere molte cose quando si dice "lettura": articoli di giornale, Topolino, manga, enciclopedie, saggi, romanzi, racconti, romanzi brutti o belli, racconti brutti o belli. Il fatto è, però, che per scrivere bisogna amare la lettura.
Chi non ama la lettura non può dire di amare scrivere, non più di quanto una persona che non ama ascoltare le persone possa voler fare un bel discorso. Nel senso che molto probabilmente quel discorso sarebbe tutto proiettato su di sè e facilmente freddo, non caloroso, perché non nato dall'esperienza con le altre persone.
Chi non ascolta le persone e non ci discute assieme, non ama parlare per divertirsi, ma lo fa per dimostrare qualcosa. Allo stesso modo, credo, chi non ama leggere i romanzi - brutti o belli che siano - non ama nemmeno scrivere per condividere qualcosa, ma lo vuole fare nella maggior parte dei casi solo per sfogare qualcosa.
Inoltre credo sia molto importante saper distinguere tra buone e cattive letture, non tanto per escludere le seconde e prediligere le prime, quanto per saper partecipare di un'evoluzione stilistica senza cadere nella trappola del cattivo stile. Il cattivo stile è sempre in agguato, anche per uno che scrive da molto tempo e pensa di farlo abbastanza bene. Date a un bravo scrittore trecento romanzi scritti male e nient'altro, dopo un anno vi sfornerà un romanzo scritto male. La nostra mente è sempre in evoluzione, il nostro stile pure, la nostra vita rimane aperta ai discorsi e alle argomentazioni dei romanzi e dei racconti; per questo motivo le accogliamo nel nostro cuore e spesso diventano parte della nostra vita.
Perciò, facciamo in modo di sviluppare un senso critico nei confronti di ciò che leggiamo. A partire da questo post. E soprattutto, leggiamo.