martedì, 20 maggio 2008, ore 07:29

Sebbene oggi abbia particolari problemi con Blogger nel caricare immagini, post e quant'altro, ho pubblicato il 15° capitolo del II volume, dal titolo La battaglia dei benandanti.
       Fabrizio
ValenzaF
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categoria : ii volume
venerdì, 16 maggio 2008, ore 07:05

Dipingere come Leonardo

 

Un giorno giunse a casa mia un libro un po’ particolare. Era un estratto biografico della vita di tale Leonardo da Vinci, colmo di illustrazioni affascinanti e bellissime. C’era un piccolo problema: era scritto in olandese e, sebbene a otto anni fossi intelligente, non lo ero abbastanza da diventare un traduttore universale vivente. Questo mi spinse a concentrarmi sull’unica cosa comprensibile del libro: la scrittura speculare di Leonardo.

            Il che è tutto dire!

 

C’erano i suoi dipinti, ricchi di quell’atmosfera spesso onirica come nella Gioconda o nella Vergine delle Rocce, oppure quella ancor più misteriosa del San Giovanni Battista. C’erano i suoi schizzi di paesaggi, che io tentavo in tutti i modi di riprodurre con qualche scarso successo. C’erano i suoi studi scientifici che in assoluto erano ciò che più mi attraeva verso quella pubblicazione. Ricordo che studiai pagina per pagina quel libro per me divenuto fondamentale per comprendere i misteri del mondo. Ebbene sì, per me quel libro in olandese è divenuto più importante di molti libri in italiano che c’erano a casa (dotata di una ricchissima biblioteca). Misteri della vita!

 

Fu lì (e dall’osservazione del solito fratello di cui ormai non vi dico più il nome…) che nacque la mia passione per la pittura. La tentai, soprattutto nei primi anni della giovinezza, con qualche pallido successo. Arrivai perfino a dipingere con i colori a olio lo stemma nobiliare della mia famiglia (e chissà che fine ha fatto ormai). Però ci presi mano col disegno, sogno che finora non mi ha mai abbandonato.

            Tuttavia, il fatto più importante è che attraverso Leonardo da Vinci è entrata in me la passione per l’arte e la cultura classica. Da lì in poi scopersi i più grandi pittori che l’umanità abbia mai avuto, scopersi che l’arte era attorno a ogni italiano e che io stesso potevo ammirarla ovunque ed emularla. Le mie nozioni geografiche e l’invenzione di città da distruggere si arricchirono di monumenti classici e bellissimi. Poco alla volta cominciai a interessarmi alla storia che girava attorno agli artisti e a quelle costruzioni che tanto colpivano il mio spirito e quindi divenni un appassionato perfino della storia. E si sa, dalla storia alla leggenda il passo è breve.

           

Penso che buona parte del mondo che ho inventato non possa prescindere dalla cultura classica. Senza di essa Stedon non esisterebbe. Senza la conoscenza di città quali Atene, Roma e Firenze, Grodestà non avrebbe mai visto la luce, la Capitale del Regno, la città monumentale per eccellenza. Il fatto di aver inventato perfino gli stili artistici, architettonici e letterari sviluppatisi nell’arco di 5000 anni in un mondo immaginario rasenta la pazz… ehm, rasenta il limite di ciò che può suscitare la conoscenza del mondo classico e l’esempio degli antichi.

 

Davvero quel libro in olandese, come la siepe di Leopardi, ha spinto la mia immaginazione e la fantasia verso un mare in cui al momento non sono ancora naufragato.

ValenzaF
martedì, 13 maggio 2008, ore 07:15

Alla ricerca dell'autore perduto.

Ero andato a Torino anche con l'intento di conoscere un po' di autori. Nell'ordine:
- Andrea D'Angelo (Saga delle sette gemme; La rocca dei silenzi)
- Francesca Angelinelli (Saga di Chariza)
- Licia Troisi (ormai sapete tutto)
- Gianpiero Possieri (Il predatore di anime in fuga).

Purtroppo non sono stato così fortunato.
   Andrea non c'era o non l'ho trovato io...
   Licia l'abbiamo cercata ma secondo me era dotata di mantello dell'invisibilità (pur avendocela a 15 m. di distanza!)...
   Gianpiero purtroppo non è potuto venire (ma spero che prima o poi ci si veda)...
   Però ho finalmente fatto la conoscenza di Francesca Angelinelli, una scrittrice molto giovane e molto simpatica. Ha un'energia incredibile ed è una fantastica sostenitrice dei nostri progetti med-(mad)fantasy. Un plauso a Francesca, che ha anche assistito alla presentazione con due occhi sbarrati.
   Alla presentazione c'era anche Alessio Gallerani, autore di Root World, edito da Domino Edizioni. E' un amico del Blog del Caffé oltre che un altro pazzo simpatico che farà parlare di sè.
   E con questo - lo prometto - ho chiuso su Torino.
   Fabrizio
ValenzaF
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categoria : amici
lunedì, 12 maggio 2008, ore 20:11

Quanta fatica! Ecco che mi vien da dire ripensando alla presentazione di Storia di Geshwa Olers a Torino, presso la Fiera Internazionale del Libro.
   Il viaggio d'andata è durato 3 ore, tutto sommato poco rispetto a quanto pensavo. E' andato liscio e il tempo era buono. Una volta arrivato a Torino ho impiegato ben 40 minuti ad arrivare al Lingotto (al che ho avuto l'impressione di essere in una città enorme, come probabilmente è) e una volta prelevata Antonia (come sempre assolutamente coordinata nei colori al Valenza's style) ci abbiamo messo un'altra mezz'ora prima di riuscire a trovare dentro al Lingotto la Fiera del Libro.
   Avete in mente il centro storico di Mantova. No? Beh, forse qualcuno di voi sì. Allora avete in mente un transatlantico? Ecco. Il Lingotto ha quella grandezza e c'è di tutto.
   La Fiera è un pullulare di esseri alla ricerca di non si sa bene cosa... Perché basta fare un piccolo ragionamento per rendersi conto che non potevano essere lì per i libri... Come giustamente ha detto Antonia, se non li comprano nel corso dell'anno, perché farlo proprio alla Fiera del Libro? Ok, questa era cattiva, ma il senso ci sta tutto... Però c'erano tanti VIP, e forse questo spiega un po' di cose...
   Questi esseri ogni tanto consultavano lunghi elenchi di numeri e lettere, posti a intervalli regolari tra un incrocio non semaforico e l'altro dei padiglioni. Qualcuno vorrebbe farci credere che quegli elenchi indicassero le disposizioni degli stands. Io e Antonia smentiamo nel modo più categorico: gli stands che cercavamo noi lì sopra non erano indicati!!! Eppure, siamo riusciti a trovarli nello spazio reale, sul serio!
   Insomma, alla fine abbiamo scoperto l'arcano.
   A un certo punto siamo giunti a un interspazio tra i padiglioni e il Bookstock, laddove la realtà muta e le fantasie diventano realtà. Ebbene sì, al di là dell'interspazio, dopo aver lasciato alle spalle il mondo concitato degli insonni alla ricerca di VIP, siamo giunti in un luogo in cui c'era gente che ballava a piedi nudi e folle che ridevano mentre Topolino raccontava barzellette. Antonia ha compreso subito di essere arrivata nel posto giusto. "Dove sarà la nostra sala?" ha chiesto.
"Forse è quella in cui ci sono quei grandi cuscinoni dai quali possiamo gettarci in danza e improvvisare un dada umpa, nel caso ce ne fosse bisogno" ho risposto io.
   Bene. Dunque ci siamo preparati ridendo, abbiamo aspettato il nostro momento e infine la nostra presentazione è cominciata.
   Dato tecnico preliminare: qualcuno - in una recente presentazione - ipotizzò che tra me e la tecnologia non corra buon sangue (ovviamente non posso dire chi ha azzardato una simile castroneria, d'accordo è stato Moloch). Fatto sta, che quando cercavo di parlare partiva sempre un video che si fermava tre secondi dopo (apposta lo faceva...) oppure scattava la musica/colonna sonora di Antonia. Ma al quarto tentativo sono riuscito a dire la mia. E tutti risero...
   Nella foto qui sopra potete vedere Antonia che sta cercando di capire il significato delle mie parole.
   Insomma, la presentazione è andata bene, la sala si è riempita di una trentina di persone che negli ultimi venti minuti sono diventate davvero tante. Infatti Antonia rischiava l'isteria e per nascondere il problema minacciava il pubblico di fare domande pena una lenta agonia, riuscendo a estorcerne ben tre!!
   Alla fine della fiera - in senso lato, intendo - abbiamo conosciuto Saryo - ebbene sì, nemmeno lui è solo un'entità internetiana - e lo potete vedere nella foto qui accanto. Non lasciatevi spaventare dalla risata sadica di Antonia; in fondo è una buona ragazza. Saryo forse stava pensando: questo è un provino per la mia vera prima foto da esordiente!
   Abbiamo discusso insieme dei problemi legati alla pubblicazione e di tutte le cose incomprensibili che io ho detto nel corso della presentazione.
   Alla fine della Fiera - questa volta in senso proprio, la Fiera del Libro - avevamo i piedi distrutti, soprattutto Antonia che ha querelato Marco Travaglio (giusto per querelare qualcuno... visto che era lì a firmare autografi come un divino) per non poter camminare senza scarpe visto che ci sarebbe stato un effetto come quello della pubblicità. Ve lo immaginate il Lingotto che sviene mentre Anto' si prende un po' di libertà?
   Ecco, questo è il mio resoconto della presentazione più stancante che abbia mai fatto in vita mia e che, probabilmente, non si ripeterà più.
   Prima di salutarvi, una foto ricordo. Dico: siamo o non siamo i più belli del Reame?
   Ciao.
   Fabrizio

p.s.: dimenticavo, l'assurda scommessa...
   Sì, c'era Licia a 15 m. di distanza, ma fortunatamente i colori dei nostri vestiti hanno abbagliato gli spettatori, motivo per cui abbiamo avuto il nostro pubblico.
ValenzaF
venerdì, 09 maggio 2008, ore 16:46

Gesso, balsa e colla. Ed ecco il nuovo Lucas!

 

L’ho sempre ammesso: tra i miei miti di gioventù (e non solo) c’è George Lucas, che nell’immaginazione di bambino ha sempre significato solo una cosa, la saga di Star Wars. Ok, poi ho scoperto che nel suo carnet c’era anche Howard e il destino del mondo, ma quello è tutto un altro paio di maniche.

            La cosa che mi colpì di più di Guerre Stellari fu, ovviamente, gli effetti speciali. Ma non tanto il fatto che fossero strabilianti, quanto il loro aspetto nascosto: scoprire nei quaderni segreti di mio fratello Enrico interi articoli che parlavano del modo in cui i geni della nascente ILM[1] creavano gli incrociatori stellari, la Morte Nera oppure il pianeta di ghiaccio era per me una possibilità di dar vita a quel che io avevo in sogni e desideri. Per questo motivo da piccolo mi cimentavo spesso con modellini e diorami, con risultati non sempre troppo positivi, immaginando poi che sarebbe arrivato il momento in cui avrei girato il mio primo film fantastico. E ovviamente sarebbe stato un successo!

            Indubbiamente gli effetti speciali odierni – sempre nati dalle stanze della ILM – sono incredibili, e la ditta di Lucas è in grado di raggiungere una perfezione tale che difficilmente altri dreammakers possono avvicinarvisi. Tuttavia volete mettere col fascino esercitato da plastici reali, diorami in gesso e modellini in scala? Non è un caso che Jackson abbia utilizzato (con la sua Weta) proprio una simile modalità per dare profondità e realismo alla sua versione del Signore degli Anelli, e che lo stesso Spielberg sia tornato, con Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, ai caldi metodi tradizionali. La scena della battaglia iniziale di Episodio III: la vendetta dei Sith sul pianeta capitale Coruscant è qualcosa di mai visto e lo rimarrà a lungo! Però nel mio cuore vibrano ancora le emozioni vissute quando per la prima volta vidi degli elefanti meccanici sul pianeta di ghiaccio del V episodio, dove plastica e gesso davano una nota di caldo realismo. Forse si tratta proprio di questo: caldo e freddo.

           

I miei ricordi di infanzia sono abitati da molti modelli in plastica: ricordo un galeone riuscitomi piuttosto bene, che uno dei miei fratelli non esitò a distruggere facendolo cadere dal mobiletto sul quale l’avevo posto; ricordo aerei sui quali studiavo i vari effetti di sporco e di metallo consunto; plastici di vario tipo, ricalcati su quelli (meravigliosi) che il mio disegnatore preferito (cioè mio fratello Enrico) faceva della Luna e di Marte e che poi, per quanto ingombranti erano, non potevano che stare in soffitta. Ricordo le astronavi che costruivamo sfruttando la stessa tecnica che Lucas e i suoi usavano per il Millennium Falcon o per l’incrociatore (cioè assemblare in vario modo parti realmente esistenti di navi e aerei).

            Insomma, si trattava di qualcosa di tangibile e solido. Vedere qualcosa in miniatura mi dava un’euforia e un brivido che difficilmente altre cose mi hanno comunicato. Uno dei sogni di bambino, che probabilmente Gardaland sarà in grado di realizzare prossimamente, era di andare a Legoland e vedere il mondo in miniatura! Per di più, lì sì che si sarebbe potuto organizzare un fantastico terremoto…

 

Ho parlato di odori e di materiali. Uno degli odori dell’infanzia è quello del proiettore Super8 del mio solito idolatrato fratello (d’altronde, possedeva così tanti tesori!) mentre proiettava la pellicola di Guerre Stellari – Una nuova speranza. Si trattava di un riassunto del riassunto, qualcosa come 10 minuti totali. Ma tutto il rituale di entrare nella sua stanza, abbassare le serrande per far buio, posizionare il proiettore e inserire la pellicola, il fascio di luce che riscaldava la polvere sfiatata dalla presa d’aria e, infine

 

 

ecco, tutto questo ha lasciato una traccia indelebile dentro di me.

A distanza di pochi anni, quando avrei cominciato a vergare qualche foglio in cerca di una storia interessante, fu anche per ricreare su carta qualcuna di queste emozioni.

[1] Industrial Light & Magic, l’industria degli effetti speciali innovativi fondata e sviluppata da George Lucas, che tanto ha modificato del modo di concepire l’immagine fantastica sullo schermo.

ValenzaF
venerdì, 09 maggio 2008, ore 12:10

Ciao a tutti. Nell'attesa di leggere il seguito di Dove nasce la passione, previsto su questa pagina per oggi stesso, vi indico questo trafiletto uscito su Terra di Mezzo.
   A dopo.
   Fabrizio
ValenzaF
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categoria : ii volume, i volume
mercoledì, 07 maggio 2008, ore 07:43

Ieri ho pubblicato sul blog della Faida il 13° capitolo, Addii e partenze. Un capitolo di passaggio e di svolta.
   Fabrizio

p.s.: dimenticavo, l'incontro alle scuole Aldo Fedeli è rimandato al 28 maggio. Incidenti di percorso...
ValenzaF
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categoria : presentazioni, ii volume
domenica, 04 maggio 2008, ore 19:11

Creare Gardaland.

Mio padre, che prima di diventare giudice era ispettore di dogana, per un periodo sufficientemente lungo della mia vita (ma breve in termini di mesi) ebbe un’usanza per me decisamente carica di conseguenze: portava a casa e mi regalava dei libri rilegati con copertina di cartone e tela, grandi quanto un’enciclopedia, ma composti da fogli interamente bianchi. A volte le pagine erano di carta ruvida, altre volte si trattava di lussuosissimi tomi dalle pagine di carta patinata.

            Ricordo molto chiaramente che la mia curiosità di bambino (che grazie a Dio conservo tuttora) aveva messo da parte un buon magazzino di idee alle quali attingere per costruire dei parchi di divertimento. Proprio così, avete letto bene.

            A quel tempo – stiamo parlando grosso modo del ’77 o del ’78 – Gardaland aveva aperto da poco ma ho una fotografia che mi ritrae con mio fratello Fabio davanti a una delle giostre del parco divertimenti. Quella foto è come un estratto del luogo in cui è nata la mia fantasia. Avete idea di cosa possa significare per un bambino di cinque o sei anni trovarsi in un mondo fantastico che puoi vedere e toccare con mano?

            Allora nacque in me l’idea molto chiara di dare corpo alle mie fantasie, se non altro riportando su carta la piantina di un mondo di mia invenzione. In effetti, una delle cose che mi colpiva di più a quel tempo era la cartina topografica del parco, per me vera e propria mappa del tesoro. Quando ricevetti quel libro tutto bianco e da riempire di ciò che mi dettava l’immaginazione, preparai subito il tracciato di quello che sarebbe stato il mio mondo fantastico in cui poter mettere ogni sorta di fantasticheria.

            Capite perché quando Spielberg se ne venne fuori con Jurassik Park, spiegando che “ho provato a immaginare un parco dei divertimenti costruito su un’isola in cui le attrazioni sono dinosauri, ma dinosauri veri!”, io mi sentii defraudato della mia idea e urlai: “Ehi, Steven! Torna da E.T.!”

            Quest’idea di creare Gardaland in me è ancora così forte che quando ho creato il mondo di Stedon per Storia di Geshwa Olers, l’ho pensato proprio come un parco dei divertimenti in cui ci sono varie zone con determinate attrazioni. Ovviamente il tutto è stato rielaborato per adattarlo a un romanzo destinato a gente matura, ma non vi nascondo che quanto sto completando per il terzo volume (un’intera foresta racchiusa tra montagne all’interno della quale ci sono vari tipi di attrazioni!) è ciò che di più vicino c’è a quei sogni di bambino.

           

Probabilmente non ce n’è bisogno perché credo di essere stato già molto chiaro, ma vorrei fare un altro esempio di ciò che intendo per creare Gardaland.

            Avete mai visto un bambino giocare con i mattoncini Lego? Se sì e se questo bambino è un vostro parente, sicuramente sarà venuto da voi con una macchina costruita coi mattoncini, o vi avrà chiamato per farvi vedere la torre che ha costruito.

            Anche io avevo i mattoncini Lego. E mi piacevano un sacco!

            Ricordo che mi piaceva costruire New York, nei miei sogni fatta solo di Manhattan e di Queens, con tanti grattacieli e un lungo ponte di Brooklin, fatto con una lunga stecca da disegno di mio fratello disegnatore (che tuttora possiede e che per me rappresenta una sorta di cimelio dell’età dell’oro). Però non chiamavo nessuno per far vedere l’enorme città che avevo costruito.

            Perché di lì a poco sarebbe arrivato il peggior terremoto di sempre in cui tutto veniva distrutto. Ogni grattacielo e perfino il ponte più bello del mondo.

            Ecco, per me la cosa fondamentale non era costruire quella città e poi farla vedere a qualcuno per sentirmi dire: che bravo! Ma era arrivare al momento clou della distruzione. Lì c’era una storia terribile da raccontare, fatta di eventi inaspettati e di grandi sorprese.

            Tutto questo è confluito nel romanzo e non solo. Ogni cosa che scrivo sembra essere modellata su questo modello di una Gardaland da creare e poi da raccontare.

 

 

ValenzaF
giovedì, 01 maggio 2008, ore 14:40

Randy Pausch e i sogni dell'infanzia.

Da dove nasce la fantasia e come si sviluppa? Perché milioni di persone tentano di dar vita a ciò che immaginano e sognano fin da quando sono piccoli e in che modo avviene che questi sogni trovino una strada per diventare romanzi, film, pitture o fumetti? Sarei un presuntuoso se volessi dare una risposta a queste domande. Tuttavia, penso di poter rispondere per lo meno a un’altra domanda.

            Da dove nasce la mia fantasia e la mia passione per la scrittura? Credo di poterlo dire, se non altro perché mi riguarda. Spero che, spiegando qualcosa che mi appartiene e che si trova sepolto nell’età dell’oro della nostra vita, l’infanzia, possa essere d’aiuto anche a chi legge.

L’ispirazione per questa considerazione è nata dalla lettura de L’ultima lezione – La vita spiegata da un uomo che muore di Randy Pausch, un informatico che lavora alla Carnegie Mellon e che, scoperto di avere dieci metastasi tumorali al pancreas, ha deciso di lasciare un testamento. Lo ha fatto tramite un’ultima lezione tenuta presso la sua Università e che è possibile visionare su You Tube a quest’indirizzo, e dando alle stampe una breve spiegazione di come egli abbia capito che ciò che lo rende unico in mezzo a tutti gli altri è che è riuscito a realizzare quasi tutti i suoi sogni d’infanzia. Si è preso, dunque, la briga di provare a indicare una via perché anche i suoi ascoltatori o lettori siano in grado di farlo.

Ecco; mosso da quest’uomo – che credo rimarrà per sempre un punto di riferimento fenomenale e un esempio vivente (ebbene sì, vivente!) di Cristiano – ho percepito un movimento interiore e personale che mi ha spinto a domandarmi il perché io scrivessi. E credo che, in effetti, il bisogno di realizzare i miei sogni d’infanzia sia la risposta migliore. Proverò a spiegarmi meglio.

Quante volte si sente dire da qualche scrittore (ebbene sì, mi considero uno scrittore nonostante qualcuno sostenga che scrittore è solo chi è edito da una Casa Editrice!) che la motivazione per cui scrive è per compiacere il lettore oppure per compiacere se stesso… Anche io mi sono trovato spesso combattuto nel dare l’una o l’altra risposta. Ma immagino che la mia difficoltà di prendere posizione al riguardo fosse dovuta proprio al fatto che in realtà nessuna di queste due opzioni è quella fondamentale. Per me.

            Allora ho fatto il procedimento all’inverso e sono partito dal punto in cui è nata ciò che più contraddistingue quel che scrivo: la fantasia e, come conseguenza, la tipologia di fantasia utilizzata.

Quali sono i miei sogni d’infanzia? Forse potrà stupirvi, ma fra di essi non c’è la realizzazione di un romanzo.

            In ordine sparso sono:

-         costruire un parco divertimenti come Gardaland

-         realizzare il plastico di un paesaggio e farne un film

-         diventare un pittore come Leonardo da Vinci

-         vedere i fantasmi o perlomeno essere Dracula

-         essere Gesù.

Ora, potete vedere già a una rapida occhiata che c’è una caratteristica comune a tutti questi sogni: la modestia. Però valutateli con benevolenza: i sogni di un bambino sono sempre tremendamente immodesti!

            Inoltre potete notare una seconda cosa: l’apparente conflittualità di alcuni di questi sogni. Per esempio: come si mette assieme il desiderio di essere Dracula col desiderio di essere Gesù? Eppure immagino che ci sia una spiegazione. Tenterò di scoprirla analizzando uno per uno questi sogni e il modo in cui sono divenuti per me realtà.

            Non preoccupatevi: non avete di fronte un megalomane o un pazzo. Non vado in giro raccontando che Gardaland, in realtà, l’ho inventata io; e di notte non mi trasformo nemmeno nel principe dei vampiri (riguardo al vedere i fantasmi, purtroppo, non posso essere altrettanto rassicurante…).

            Ma soprattutto, credetemi, non credo di essere Gesù!

Nel prossimo intervento – credo abbastanza “prossimo” da non far dimenticare questo – affronterò il primo di questi sogni. Costruire Gardaland.

ValenzaF
martedì, 29 aprile 2008, ore 07:24

Ciao a tutti. Comunicato breve breve per avvertirvi che ho pubblicato sul blog del II volume il 12° capitolo, La faida dei Logontras.
Fabrizio
ValenzaF
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categoria : ii volume
sabato, 26 aprile 2008, ore 11:46

Riuscirà il nostro eroe in compagnia dell'eroina Ester a distogliere l'attenzione della gente dalla contemporanea presenza di Licia Troisi a 15 m. di distanza con un sofisticato numero di tip tap e judo acrobatico?

Come avrete capito ci troviamo in presenza di una "assurda scommessa".
    Un'ottima notizia: Geshwa Olers va alla Fiera Internazionale del Libro di Torino in compagnia del Segreto dell'Alchimista di Antonia Romagnoli.
    Una buona notizia: lo spazio che ci è stato riservato è davvero buono. Buon orario, buon luogo (il Bookstock Village).
    Una notizia così così: sempre alla stessa ora a non più di 15 metri c'è Licia Troisi che presenta il suo ultimo romanzo.
    Ora, c'è chi dice che la cosa potrebbe portare bene sia a Ges che a Ester; c'è chi dice che addirittura la cosa potrebbe rivelarsi un successone di ripiego per le nostre creature; c'è chi dice, invece, che la cosa equivale ad andare lì per parlare a una platea vuota. Per questo motivo stiamo pensando di mettere su un numero di tip tap.
    Perciò lancio questa nuova scommessa: riuscirà il nostro eroe in compagnia di Ester ad attirare l'attenzione su di sè a dispetto della presenza contemporanea della maggiore scrittrice fantasy italiana a pochi metri di distanza?
    Il responso al 12 maggio.
ValenzaF
mercoledì, 23 aprile 2008, ore 11:44

Nuovo.
Più o meno...
Si tratta della seconda edizione di Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde, acquistabile al prezzo di soli 12,50€ su Lulu.com.

ValenzaF
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categoria : i volume
martedì, 22 aprile 2008, ore 07:08

Ecco a voi il comunicato dell'apertura ufficiale del secondo concorso per racconti brevi di fantasy e fantasy dark, 500 Gocce d'Inchiostro organizzato dal team del Blog del Caffé. Partecipate numerosi.

* * * * *

IL RITORNO!!

Dopo il successo sbalorditivo della prima edizione, torna a grande richiesta il concorso dal sapore di sfida.
il 20 Aprile 2008 si apre ufficialmente la seconda edizione del concorso letterario

500 Gocce d'Inchiostro

Quest'anno, oltre ai soliti folli del Blog del Caffè e della Tana del Drago Fumante l'iniziativa raccoglie la prestigiosissima partecipazione della Edizioni Domino che ai primi classificati e menzioni d'onore, offre l'opportunità di pubblicazione sull'antologia omonima al concorso, la cui uscita è prevista per il 21 Settembre 2008, in occasione di Bardica 2008.

Le novità però non coinvolgono solo gli autori che si contenderanno l'edizione 2008, perché l'antologia accoglierà anche i racconti vincitori e menzionati dell'anno 2007 come ulteriore tributo al loro talento.

Dunque, madame e messeri, la sfida c'è e coinvolge tutto il mondo dei sognatori che amano scrivere e raccontare.

Il concorso è aperto a racconti brevi con ambientazione Fantasy, Dark Fantasy o inerenti a tema fiabesco e fantastico in genere.

www.latanadeldragofumante.it/500gocce/home500.html

Sul link sopra citato ci sono tutti i dettagli per la partecipazione al concorso che è totalmente GRATUITO.

Le date importanti sono le seguenti:

20 aprile: apertura del concorso;
30 giugno: ultimo giorno per l'invio dei racconti;
21 settembre: premiazione presso "La Tana del Drago Fumante", durante il grandioso evento "Bardica 2008", di cui presto avrete maggiori dettagli.

Allora, ancora una volta... fuori le penne, intingere eeeeee... scoccare! Ops... Scrivere!


Inoltre vi informo che sul blog della Faida dei Logontras ho pubblicato l'11° capitolo, dal titolo Un percorso difficile.
  
Fabrizio


ValenzaF
lunedì, 21 aprile 2008, ore 06:44

Piccola nota per segnalare che il sito Dragonisland ricorda al mondo fantasy che gli gravita attorno che continua la pubblicazione del secondo volume di Storia di Geshwa Olers.
   Bravo Dragonisland, fatti valere, e grazie per il contributo.
   Vorrei inoltre ringraziare gli amici di Fantasylandia e dell'associazione culturale Galaxy che continuano a mostrarmi apprezzamento tramite il loro bollettino Galaxy Express.
   Ok, al momento per oggi ho chiuso.
   Fabrizio
ValenzaF
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categoria : amici, riviste, fantasylandia
mercoledì, 16 aprile 2008, ore 07:27

Da oggi la rivista on-line Orient-Express di Bruno Zaffoni non esiste più.
Si è trasformata in un sito dello stesso, in cui l'autore diffonde il proprio materiale, tutta farina del suo sacco. Il nome del sito è La parola e l'immagine, che definisce perfettamente ciò che Bruno ha fatto finora: tradurre con grande maestria in immagini gli scritti che ha diffuso e pubblicizzato.
   Inutile dire che gli sono riconoscente per quanto ha fatto per Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde, e mi duole altresì dover dire che da oggi non sarà più un supporter della mia creatura. Me ne dolgo in quanto autore, ma in quanto amico gli faccio i migliori auguri per il futuro.
   Forza Bruno, e grazie per quello che hai fatto!
   Fabrizio
ValenzaF
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categoria : auguri, riviste, ii volume, i volume
martedì, 15 aprile 2008, ore 07:30

Finalmente è pronta la seconda edizione del I volume di "Storia di Geshwa Olers".
Si tratta di un libro con una nuova copertina realizzata da Fabio Porfidia, sebbene quella definitiva sarà disponibile probabilmente solo tra qualche giorno e sia decisamente più peculiare di quella attuale. Comunque, questa seconda edizione è dotata anche di:
- cartina del Masso Verde che tanti lettori hanno richiesto;
- appendice 1 relativa alla pronuncia del Grodestiano, lingua madre del Regno e di Ardeth;
- appendice 2, storica, riguardante i rapporti tra Impero e Regno di Grodestà;
- appendice 3, il calendario e il suo funzionamento.
Il volume è anche corredato da Sommario ed è stato dotato di codice isbn italiano che ha permesso di ridurre decisamente il prezzo del volume, portandolo a 12,50 € per 308 pagine. Direi un prezzo assolutamente economico.
Il link per poterlo comprare direttamente è www.lulu.com/content/1124941.
Non lasciatevi sfuggire quest'opportunità.

Inoltre ho pubblicato sul blog de La faida dei Logontras il decimo capitolo, dal titolo Un bel guaio!
  
Buon divertimento. Fabrizio
ValenzaF
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categoria : ii volume, i volume
sabato, 12 aprile 2008, ore 15:02

Vi chiederete cosa c'entri questa locandina con Geshwa Olers...
   Vi chiederete chi sia Enrico Valenza e, soprattutto, cosa c'entri il Valenza's Style...
   Vi chiederete, insomma, perché abbia postato questo trafiletto...

Presto detto. Enrico Valenza (uno dei tanti fratelli) è illustratore, disegnatore, animatore CGI della Blender Foundation e ha terminato da poco di lavorare come lead artist a questo film di animazione, intitolato Big Buck Bunny. Di che parla? Di un coniglione infastidito da alcuni roditori. In giornata, probabilmente, avrò l'autorizzazione a postare un articolo pubblicato sul giornale L'Arena di oggi, che già potete leggere cliccando qui.
   Ma insomma, alla fine che cosa c'entra Geshwa Olers? Probabilmente Enrico sarà illustratore per la proposta all'estero del primo volume della saga. Valenza's Family continua a imperversare col - è proprio il caso di dirlo - Valenza's Style.
ValenzaF
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categoria : illustrazioni, valenza
martedì, 08 aprile 2008, ore 07:23

Risolti vari dubbi che mi attanagliavano.
1° dubbio: che fare con la diffusione del primo e del secondo volume in Italia dal momento che all'estero c'è chi tenta di piazzarlo? Continuare a rovinarne la novità editoriale o scegliere di uscire dalla luce del riflettore (a dire il vero non proprio potente) per assumere un profilo basso?
   Soluzione: spingo il pedale dell'acceleratore sul primo volume, che a breve uscirà con una nuova edizione con tanto di appendici, e pubblico on-line il secondo, senza la possibilità di scaricarne gratuitamente l'intero pdf del romanzo.
   Quindi da oggi trovate il nono capitolo del secondo volume a questo indirizzo, Milar Curatis.
2° dubbio: riuscirà il nostro eroe a perdere la scommessa che aveva fatto nei confronti della sua stessa Verona, affetta da un incomprensibile basso interesse verso questa creatura indigena coccolata da altre parti della nostra beneamata penisola?
   Soluzione: sono lieto di dire che ho raggiunto l'obiettivo, ho perso la scommessa. Non solo, come avete già visto, è stato pubblicato un articolo su VERONA time, attualmente in uscita nelle edicole, che riguarda romanzo+colonna sonora, ma il gruppo culturale Linguafranca mi ha invitato a partecipare alla Primavera del Libro che si terrà a Villafranca di Verona in maggio.
   Detto questo, non mi rimane che attendere e vedere quale sarà il prosieguo di quest'avventura. Sempre più avanti, sempre più fiducioso.
ValenzaF
giovedì, 03 aprile 2008, ore 15:31

In data odierna è uscito il numero di aprile-maggio della rivista di spettacoli, arte, cultura e tempo libero VERONA time, sulla quale è possibile leggere un articolo scritto da Alessandra Rossi riguardante il mondo di Stedon e la colonna sonora del primo volume di Storia di Geshwa Olers.
   Un'altra bella soddisfazione e questa volta viene da Verona! Che dire... speravo di perdere la scommessa.
    L'articolo (a pag. 30) è intitolato Il medioevo di Stedon e l'editoria on line - Fabio e Fabrizio Valenza ambasciatori veronesi del Med Fantasy.
    Insomma, ci sono tutti i crismi per ritrovare Geshwa Olers anche su quest'importante rivista della mia città.
ValenzaF
mercoledì, 02 aprile 2008, ore 12:09

Ciao a tutti.
Di ritorno dalla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna, nella quale mi sono incontrato con l'editore detentore dell'esclusiva per la cessione dei diritti della saga nel mondo, ho trovato questa bella recensione di Elisabetta Modena su BIBLog.it.
    La potete leggere cliccando qui.
    Presto qualche piccola novità. Rimanete sempre sintonizzati.
   Fabrizio
ValenzaF
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categoria : recensioni
venerdì, 28 marzo 2008, ore 06:54

La notizia è di quelle che mi procurano un bel mal di testa, tanta agitazione ma anche meraviglia per come, a volte, vanno le cose.
   C'è un'importante novità che riguarda Storia di Geshwa Olers e il suo mondo, una novità della quale non riesco al momento a prevedere le conseguenze (potenzialmente cospicue).
   Di che si tratta?
   Molto semplice: una Casa Editrice si è aggiudicata l'esclusiva per la cessione dei diritti dell'intera saga in tutto il mondo.
   Poche parole per un evento che non riesco bene a quantificare e realizzare nella mia mente. Che dire, dunque? Non lo so, perché non ho parole...
   Al momento, in attesa di sapere cosa ne sarà del giovane guerriero biondo anche in Italia, sospendo la pubblicazione del secondo volume. Non abbiatevene per questo (spero).
   Ciao. Fabrizio
ValenzaF
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categoria : diritti, ii volume, stedon
lunedì, 24 marzo 2008, ore 07:46

Ora non fate gli schizzinosi e guardate questo video dei Muppets.
   D'accordo, non c'entra molto con Geshwa Olers ma è un video davvero fantasyco. Poi, per uno che come me ama il country è il massimo.
   Johnny Cash e Ghostriders in the Sky.
   Buon divertimento.

   p.s.: indovinate quali sono i miei personaggi preferiti...

 
ValenzaF
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categoria : musica, auguri
sabato, 22 marzo 2008, ore 07:46

BUONA PASQUA


A TUTTI GLI AMICI DI GESHWA.
ValenzaF
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categoria : auguri
venerdì, 21 marzo 2008, ore 10:45

Tra le varie belle notizie che vorrei darvi (in questi giorni ce ne sono parecchie) al momento ne seleziono due:
- ho pubblicato sul blog del II volume il nuovo capitolo de La faida dei Logontras, intitolato Colto in flagrante
- Finalmente è nuovamente possibile acquistare la colonna sonora del primo volume, intitolata "Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde - A fantasy soundtrack". Sono stati sistemati i problemi che sorgevano nella vendita a causa della difficoltà di Lulu di processare nella sequenza giusta più di 10 tracce audio. Il modo? Semplice, abbiamo accorpato alcune tracce riducendole a 9.
   Il costo del cd è di 10 €. Vi assicuro che ne vale la pena. Provare per credere. Basta cliccare qui per poter ascoltare dei brani campione ed eventualmente per effettuare l'acquisto.
   Fabrizio
ValenzaF
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categoria : musica, ii volume
mercoledì, 19 marzo 2008, ore 10:03

Avvertimento. Questo è un post antipatico e fastidioso, soprattutto per i Veronesi.
   Oggi lancio una scommessa che spero venga smentita. Da qui a un anno cercherò di dimostrare che
Nemo propheta in patria
   Ok, l'ho scritto in piccolo così forse non ci si accorge troppo di questa scommessa che, lo ammetto, mi fa un po' paura. Però c'è anche una bella componente di gioco in tutto questo.
   In sostanza cosa voglio dire?
   Finora Storia di Geshwa Olers si è guadagnata qualche posticino un po' dappertutto: in internet, in varie città, e soprattutto in Toscana dove c'è addirittura un nucleo di interesse particolarmente forte verso il romanzo.
   Ma ogni volta che tento di organizzare qualcosa nella mia beneamata Verona e nel territorio veronese (in cui - lo dico sottovoce - è ambientato il romanzo) pare ci sia qualcosa che non funziona. O forse, più che altro, non trova accoglienza.
   Perciò eccomi qui a lanciare una sfida e una scommessa: il 19 marzo 2009 pubblicherò un post nel quale scriverò: "Avevo ragione. Nemo propheta in patria. Nemmeno Geshwa!"
   Spero di venir smentito.
   Fabrizio
ValenzaF
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categoria : assurde scommesse
sabato, 15 marzo 2008, ore 10:09

In questi ultimi tempi sto rinnovando il sito di Realtà di Stedon. Contenitore di tutti i materiali riguardanti il mondo di Geshwa Olers, Realtà di Stedon si presenta ora con una grafica semplice e lineare.
   Ci sono quattro sezioni:
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